Data evento: 

Venerdì 11 Dicembre 2015

 

Venerdì 11 dicembre 2015, ore 18.00
Museo dell’Occhiale, Pieve di Cadore

 

Carlo Montanaro:

Viaggiare con le immagini dal giorno alla notte,

sperimentando con disegni, stampe, incisioni stereoscopie, fotografie e quant'altro

Il giorno e la notte

Da quando è stato possibile riprodurre le immagini (xilografia, acquaforte) i soggetti disponibili in copia multipla differivano per la qualità oltre a rappresentare gli argomenti più diversi. La base della riproduzione era il tratto, inciso in una matrice trasferito su di un foglio di carta. In una possibile fase successiva e con i metodi più diversi era poi possibile applicare tinte coprenti o trasparenti.

Solo in un secondo tempo si pensò che la carta poteva arricchirsi di ulteriori cromatismi applicando i colori posteriormente alla facciata stampata e affidandosi alla trasparenza del supporto per ottenere suggestioni anche magiche. Le incisioni, incollate su cartone più pesante, potevano ancora essere traforate su aperture realistiche o suggerite, creando così un gradevolissimo passaggio dalla visione consueta ad un "effetto notte".

Sono le "vue d'optique" ad affascinare tramite la loro gestione in strumenti un po’ sommari ma efficaci, i pantascopi o "mondi novi" celebrati, tra l’altro, negli affreschi di Tiepolo. Il giorno e la notte, quindi, come sinonimo di evento, che dalla metà del '700 si replica costantemente in altri strumenti di spettacolarizzazione della "visione", iniziando dalle proiezioni di lanterna magica che all'inizio del 1800 non a caso presero genericamente il nome di "fantasmagorie" dato che, complice il buio, apparizioni, sparizioni e trasformazioni più di qualche volta risultavano del tutto inspiegabili.

E dalle lastre dipinte a mano e dissolte l'una nell'altra, a tecnologie simili ma legate alla fotografia il passo fu breve e quasi automatico. Ecco così apparire serie intere di "giorno-notte" dedicate ai posti più diversi e suggestivi. Come si replicava nei polyorami di diversa grandezza ma sempre frequentabili passando dalla luce frontale a quella posteriore, e, straordinariamente grazie al grande formato, nel megaletoscopio dello svizzero-venezianio Carlo Ponti, che confermava la struttura costruttiva del "mondo novo".
Ma anche negli stereoscopi era possibile osservare, grazie alla trasparenza delle stampe all'albumina, paesaggi naturali o urbani, nel passaggio dal giorno alla notte.

Un effetto che non solo ha accompagnato l'immaginario di quanti, dal XVI secolo in poi, hanno voluto viaggiare tra le immagini, ma che con l'avvento del cinematografo ha ulteriormente immaginato dato che nel racconto delle immagini in movimento si è voluto accettare la convenzione che, al cinema, si deve chiaramente vedere quello che avviene anche in assenza di luna. Lo si chiama "day for night" (tradotto da noi "effetto notte") l'espediente che ci permette partecipare alle avventure più diverse e che, oggi, ci aiuta a celebrare la conquista di una parte importante dell'immaginario collettivo...

 

Carlo Montanaro

Carlo Montanaro (1946) studia e diffonde da sempre la conoscenza dell’immagine riprodotta attraverso i sistemi tecnologici. Già professore e direttore dell’Accademia di Belle Arti e dell’Università di Ca’ Foscari, con la sua Associazione Culturale “Archivio Carlo Montanaro” riconosciuta dalla Regione del Veneto, dal 2014 gestisce “La Fabbrica del Vedere, dove si sono stabilizzate le collezioni di film, libri, fotografie, macchinari, oggetti e memorabilia. E dove si tengono esposizioni, incontri e workshop.
Professionista dell’audiovisivo, ha  trasferito la sua esperienza alla scrittura collaborando a testate giornalistiche e licenziando pubblicazioni come Potevano essere Film, Il cinema di Elio Bartolini (1998); la biografia di Francesco Pasinetti nei Profili veneziani del Novecento(1999); Dall’argento al pixel: storia della tecnica del cinema (2005/9).

 

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In collaborazione con

Museo dell'Occhiale

 

Museo dell’Occhiale

Via Arsenale, 15
32044 Pieve di Cadore (BL)

Tel: 0435.32953

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